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La Ferrobedò di Pasolini

 Fig: copertina del libro “Opera di bonifica idraulica” Ferrobeton, 1922 in

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LA FERROBEDÒ DI PASOLINI

 

Nel romanzo ”Ragazzi di vita”, edito nel 1955 dalla Garzanti (1), e precisamente nel primo capitolo, Pier Paolo Pasolini cita spesso la ditta Ferrobeton, presente nel quartiere di Monteverde all’altezza di Via di Donna Olimpia. Essa fa da scenografia ad una narrazione che si svolge tra la fine del secondo conflitto mondiale e i primi anni ’50.

Il nome stesso della Società ci spiega quali siano i materiali di sua lavorazione: il ferro ed il beton, cioè il cemento armato. Dal termine di origine francese derivano infatti, alcune parole italiane relative alla lavorazione del calcestruzzo, come “betonaggio”, “betonista” o “betoniera”.

 Fondata a Genova nel 1908(2)come filiale italiana della Wayss&Fraytag, vi lavorerà, tra gli altri, il padre di Vittorio Gassmann, Heinrich, ingegnere civile tedesco, impegnato, dal 1927, nella realizzazione del quartiere abitativo Ferrobeto(3)di Palmi, costringendo la famiglia e il piccolo Vittorio, di appena cinque anni, a trasferirvisi da Genova.

Nel 1910 l’ingegnere Emil Morsch (4) , ritenuto tra i fondatori della teoria delle costruzioni in cemento armato, scriveva un libro, in cui si deduce che questa società era innovativa nel settore della lavorazione del cemento armato, perché ne incrementava i valori di impermeabilità, in modo da preservare l’armatura dalla corrosione (5)

In effetti,nel 1915,anche la filiale di Roma, presentava domanda al Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio per ottenere il “Dispositivo per evitare infiltrazioni nei tubi [di cemento armato ndr] infissi nel terreno per la costruzione di pali o pilastri di fondazione(6). Questo sistema diventerà importante, poi, nella realizzazione di strutture antisismiche (7).

I primi sponsorizzatori e titolari della società Ferrobeton furono i Fratelli Cerruti (8) noti finanziatori per la costruzione del quartiere Coppedè; mentre tra i primi proprietari (9), c’è il nome di Carlo Feltrinelli (10)  padre del fondatore della Libreria Feltrinelli, Giangiacomo. Secondo un documento del Senato della Repubblica Italiana, Carlo, alla vigilia della sua morte avvenuta nel 1926, aveva trentasette società per un capitale totale pari a circa quattro miliardi e mezzo di lire, di cui venticinque milioni nella Ditta Feltrinelli Legnami, sua perché ne era l’erede, e sedici milioni investiti nella Società Anonima Italiana Ferrobeton di Roma, di cui era presidente (11).

Nella capitale, la Ferrobeton era in via Gaeta, vicino la Stazione Termini, e probabilmente già dal 1915. Da qui si dirigeva e coordinava la società, e da qui si studiavano e risolvevano i problemi tecnici più delicati. Divenne presto una società con un’intensa attività e in continua espansione, così, nel 1934, si determinò la necessità di avere un palazzo più ampio, che verrà realizzato dalla società stessa, in via Catania, vicino piazza Bologna. La nuova sede, terminata nello stesso 1934, copriva 400 mq, e si sviluppava su sei piani, con pareti alte 160 cm, due scale in marmo cipollino e tre ascensori elevatori (12).

La società vanta nella sua storia esponenti autorevoli ed esponenti molto meno autorevoli. Almeno due sono i personaggi insigniti dell’ordine cavalleresco della Corona d’Italia; e altrettanti due, sono i personaggi accusati di “interessamento a favore dell’impresa, per ottenere favori e sostegno per il proprio partito”. Rientrano nell’ordine cavalleresco della Corona d’Italia, il direttore Mario Baliviera, Cavaliere, che nel 1936 realizzava l’Università di Roma, su progetto di Marcello Piacentini (13) e con la ditta Feltrinelli Legnami, tra i fornitori di infissi (14) e poi, il procuratore dottore e ingegnere Alberto Vitale, insignito nel 1939 del titolo di Commendatore, che nel 1999 sarà il collaudatore in corso d’opera del Palazzo dello Sport di Casalecchio di Reno, nei pressi di Bologna (15).

Almeno due sono le persone poco autorevoli segnalate: il presidente della società Ezio Vanoni e Ministro delle Finanze, processato nel 1947 (16) e il procuratore generale di Roma, Carmelo Spagnuolo, che insabbiò lo scandalo della Ferrobeton, scoppiato nel 1973, relativo a sette miliardi di lire dilapidati dai dirigenti nel giro di cinque anni, e che coinvolse personalità socialmente prestigiose e luminari della scienza giuridica (17)

Nel quartiere di Monteverde, dunque, la Società Ferrobeton, di cui parla Pasolini non esisteva. C’era, però, una fabbrica: la Società Anonima Conservazione Legno e Distillerie Catrame, il cui acronimo era Cledca. Nata nel 1888 (18) in un comune di Fidenza, in provincia di Parma, dal 1929 ceduta all’Italgas, e dal 1931 assorbita dalla Montecatini, aveva a Roma una filiale, proprio in Via di Donna Olimpia 68 (19). Verrà trasferita nella zona di Settecamini, in Via Salone 20, dove nel 1970 gli operai occuparono la fabbrica per scongiurare il licenziamento (20). L’Italgas, nell’ottobre del 2010, accusò la Cledca di aver inquinato i suoi circa 17 mila metri quadri del terreno di Settecamini, a causa dello stoccaggio degli oli di lavorazione, superficie che il Piano Regolatore vigente avrebbe destinato ad uso verde pubblico, privato e residenziale (21).

Nel quartiere di Monteverde, la Cledca fu costruita in un’area che nel 1935 veniva definita “malsana palude di fronte ai “grattacieli”, e si estendeva in effetti, dai palazzi dell’Istituto Case Popolari di Via di Donna Olimpia, 5, lungo tutta via di Donna Olimpia, fino a Piazzale Dunant.

Alcune testimonianze, che provengono da interviste raccolte ed effettuate da Augusto Pompeo (22) nel 2005 agli abitanti più anziani del quartiere, confermano la sua presenza, e alcuni di loro la loro assunzione presso la società Cledca nel 1934. Essi spiegano anche per esempio, che Piazzale Dunant era un avvallamento in aperta campagna; veniva identificata come “Bagno Traverse” perché vi si svolgeva il lavoro di catramazione delle traversine (23) ed era attraversata dai binari diretti alla stazione Trastevere per il trasporto di queste, prima e dopo la lavorazione. Gli stessi intervistati sono concordi anche sul fatto che la società fu dismessa negli anni ’50, perchè molti dei lavoratori furono licenziati tra il 1949 e il 1950. Sappiamo in realtà l’evolversi delle vicende della Società che viene assorbita da altre Società (24) Fatto sta che quell’area è ora urbanizzata, come lo era sicuramente dagli anni ’50.

            Pasolini, dunque, conosceva benissimo questa zona:  abitava in Via Fonteiana, 86; frequentava il poeta Giorgio Caproni, in Via Pio Foà 28, giocava con i bambini tra i Grattacieli di Via Donna Olimpia; andava a trovare Aldo Bertolucci, in Via Carini, prima ancora di abitare anch’egli nel suo palazzo; frequentava anche Carlo Emilio Gadda, in Via Innocenzo X, 21. Come ha potuto confondere i due nomi delle fabbriche? Insomma, non mi spiego perché mai la Cledca, nel suo romanzo diventa Ferrobedò. Forse, perché nella sua terra friuliana esistevano più sedi della fabbrica: la più vicina a Casarsa era quella di Padova e la fabbrica di Via di Donna Olimpia, nella sua fantasia, probabilmente assomigliava alla Ferrobeton del nord Italia.

 

Ida Biorcagna

 



1 -Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita, 1955 Garzanti.

3 - http://www.thatsitaliart.it/site/index.php/it/12-in-rilievo

4 - Emil Morsch nato a Reutlinger nel 1872 e morto a Stoccarda nel 1950. Il libro si intitola  “Teoria e pratica del cemento armato, con ricerche ed esempi costruttivi della Wayss&Frayg A.G.E. della società anonima italiana Ferrobeton Genova, Milano, Napoli” Per le altre informazioni consultare il sito http://www.treccani.it/enciclopedia/emil-morsch/

5 - Ornella Diandaca, Raffaele Lione. Il sisma. Ricordare, prevenire, progettare. (Atti ARTEC). Con CD-ROM Alinea Editrice, 2009

6 - Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, Roma 5 gennaio, 1915, numero 3.   

7 - Regio Decreto Legge n. 1213 del 29 Luglio 1933 (G.U. n. 224 del 16/09/1933) “Norme per l’accettazione dei leganti idraulici e per l’esecuzione delle opere in conglomerato cementizio”. in http://www.ingegneriasismicaitaliana.com/it/24/normative/

8 - www.legambientedeipeloritani.net

9 - http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Feltrinelli

10 - http://it.wikipedia.org/wiki/Giangiacomo_Feltrinelli

11-http://www.senato.it/documenti/repository/leggi_e_documenti/raccoltenormative/30%20%20stragi/Leg.%20XIII/Doc/XXIII%20n.%2064%20Vol%20I%20Tomo%20V%20parte%20II.pdf

 12 - www.casadellarchitettura.eu/fascicolo/data/2011-02-07_344_1348.pdf.

 13 - http://www.bandb-rome.it/architettura_razionalista.html

15 - Sul dott. Ing. Alberto Vitale si hanno poche informazioni su internet, tra cui la sua iscrizione all’Ordine degli Ingegneri di Bologna con il n° 1428 dal sito http://www.cenci.com/cenci_sottosezione.asp?tabella=collaudi&testata.

16 - http://www.camera.it/_dati/Costituente/Lavori/Assemblea/sed039/sed039.pdf 

17 - http://www.radioradicale.it/exagora/giustizia-romana-un-covo-di-crimini

18 - I cinquant'anni della CLEDCA - conservazione legno e distillerie catrame S.p.A. - alcune pagine della storia di un'industria e di una società - 1904-1954 / edito da CLEDCA(Luogo di pubblicazione non indicato - s.n.), 1954 (Milano - Missioni)

19- http://www.museotorino.it/resources/pdf/books/530/files/assets/downloads/page0138.pdf

20 - http://archiviofoto.unita.it/index.php?f2=recordid&cod=653&codset=ECO&pagina=120

21 - http://www.regione.lazio.it/binary/rl_protezione_civile/tbl_siti_inquinati/RM_Roma_Italgas_Stab_Cledca_A3_A3bis.pdf

22 - Augusto Pomepo, Liberi, Storie, luoghi e personaggi della Resistenza del Municipio Roma XVI, 2005

23 - Luciano Villani, Le borgate del fascismo, Università Torino, 2012

24 - www.industriaeambiente.it/schede/fidenza

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