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Le strade di Monteverde e la camicia di Totò

Le strade di Monteverde e la camicia di Totò

 

Quale strana similitudine! Sembrano non paragonabili oggetti tanto diversi per usi e forme. Eppure, c’è un grosso punto in…comune: l’essenzialità.

 

Come direbbe Totò, con questi chiari di luna, non c’è trippa per gatti!  Ed ecco l’espediente del grande comico che molti hanno visto nel film “Miseria e Nobiltà”, in cui Totò per rappresentare quella nobiltà che non era riuscito a trasformare in ricchezza, ma per ben figurare, aveva ideato e indossato la camicia costituita dal collo cucito su una pettorina anteriore, quanto basta perché si intravedesse la camicia  coperta dalla giacca, estesa il giusto, da sembrare  intera,  e i polsini.

 

Anche Roma indossa quella stessa “camicia” essenziale. Basta girare per imbattersi in alcuni lavori stradali e verificare che l’asfalto viene rimosso e rifatto solo al centro della strada, lasciando le zone laterali preesistenti.

Il colmo della disattenzione e dello spreco, anche in tempo di risparmio, è l’incomunicabilità tra gli amministratori. L’Atac ha rinnovato la segnaletica delle fermate pochi giorni prima che il comune asfaltasse alcune strade.

 

In compenso, il Comune per ripianare i fondi non ricevuti dallo Stato, fa cassa con  ausiliari del traffico e figure simili, spesso con contravvenzioni inesistenti o ridicole, suscitando ulteriore risentimento dei cittadini tartassati e vessati.

 

Senza bilancio il comune di Roma vive di fondi suddivisi in quote mensili. Questo significa che se negli anni precedenti per la manutenzione delle strade per un anno fossero stati previsti in bilancio fondi per 1.200.000,00 €, spendibili anche per un’unica generale manutenzione, senza bilancio approvato, si possono spendere fondi pari ad un dodicesimo del totale. Quindi facendo riferimento al nostro esempio l’importo  spendibile mensilmente sarebbe di € 100.000,00. Inoltre come somma massima si possono spendere gli importi mensili approvati nei bilanci comunali precedenti, perciò se una manutenzione costa 300.000,00 € potrà essere eseguita dopo tre mesi (tre dodicesimi) tempo utile a cumulare l’importo necessario, con evidenti disagi per la gente.

 

La politica, come descrive il vocabolario Palazzi, è l’arte di amministrare la cosa pubblica e questa  può essere esercitata tra persone amiche, di cui ci si fida. Oggi, si è perduto questo aspetto importante, fondamento della democrazia. C’è la chiara impostazione contraria:  molti rappresentanti della pubblica amministrazione, siano essi dipendenti o politici eletti, sono nemici del popolo. Esiste una chiara posizione dominante rispetto alla gente comune. Non c’è dialogo, non c’è collaborazione, ma solo imposizione, contrapposizione, se non addirittura prevaricazione totale, senza alcuna possibilità di appello. Ma chi stipendiamo? Persone che, invece di essere a disposizione del pubblico, sono un muro invalicabile? E chi votiamo? Persone che piuttosto che rappresentare gli interessi generali, curano, in modo quasi esclusivo, i loro personali interessi? È tempo di cambiare musica. Iniziando da noi. Prendendo coscienza del proprio essere e dichiarando a noi stessi che bisogna invertire la rotta  per riportare la società intera nell’ambito vero della democrazia, con uguali diritti e doveri per tutti, amministratori ed amministrati, senza alcuna esclusione. È il miglior modo per guadagnare tutti insieme, in serenità, salute, dignità, armonia e benessere generale.

È inutile lamentarsi per poi ricadere negli stessi errori, con gli stessi rappresentanti.

 

                                                                       Le osservazioni del Visconte

 

 

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