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Monteverde la porta della cittÃ

MONTEVERDE Il quartiere prende il nome, secondo la tradizione, dal culto del dio bifronte Giano, da cui la parola del latino arcaico Janua (porta).
Fin dall'epoca preistorica Monteverde ha rappresentato una delle principali porte naturali di Roma, è l'unico accesso dal mare verso la città e dalla città verso il mare, attraverso il Tevere, la via Campana (che portava ai campi di sale sul mare, poi sostituita dalla via Portuense, la via che conduceva al nuovo porto), l'Aurelia (che viene da Civitavecchia e dall'Etruria). Monteverde èanche il punto di approdo non solo dei viaggiatori che provengono dal mare, ma anche di quelli che vengono dal nord lungo la terra ferma, la via Flaminia, la via Cassia e Viterbo; la via Trionfale si chiudeva con un grande arco trionfale alle pendici del Gianicolo, dove oggi comincia corso Vittorio.
E in effetti proprio per la sua posizione strategica il colle del Gianicolo Veduta di Roma dal gianicolosegnava il confine tra le due civiltà , quella delle genti italiche pre-romane e quella della nascente potenza romana. Le mura fatte costruire dall'imperatore Aureliano (270-275d.C.), segnavano il confine ad Ovest di Roma. Ampliate per motivi difensivi sotto il papato di Urbano VIII prima e Innocenzo X poi (prima metà del XVII sec.), taglieranno in due il colle Gianicolo lasciandolo in parte all'interno della città ma separato all'esterno dall'area cosiddetta di Monteverde.
Da questa naturale collocazione geografica nasce la vocazione europea di Monteverde, che tornerà a svilupparsi in epoca moderna. Le grandi ville, costruite dal Seicento in poi, diventano il punto di riferimento della cultura scientifica europea, dal villino Malvasia che servÏ a Galileo Galilei per presentare le sue scoperte scientifiche, alle serre, agli orti botanici ed ai caravanserragli di Villa Doria Pamphilj.
A conferma di una tradizione millenaria a Monteverde sono ancora presenti oggi tante case religiose, tante accademie, e moltissimi cittadini e turisti stranieri.
Monteverde ècentro fondamentale per la produzione agricola e, fin dall'epoca etrusca, nucleo essenziale per l'approvvigionamento alimentare di Roma. Qui, secondo una tradizione, Saturno stabilÏ il suo regno nella mitica età dell'oro. » un "monte d'oro" di nome e di fatto, per il colore delle argille e delle sabbie, per la buona qualità del terreno, il clima temperato e la ricchezza delle acque, per il colore delle messi mature e dell'uva, pronta a dar vita (dall'antichità fino a cinquant'anni fa) al "vinello bianco di Monteverde".
A partire dalla fine del 1800 inizi del '900, partendo dalle pendici del monte Gianicolo verso Trastevere, si iniziarono a costruire ville e villini destinati ad una popolazione alto borghese. Solo a partire dagli anni '20-30 del secolo XX si iniziÚ la costruzione della parte più popolosa di Monteverde. Nonostante la forte densità abitativa il quartiere nel suo complesso mantiene uno dei più alti tassi di zone verdi per abitante, qui hanno sede i due splendidi parchi di Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj, quest'ultimo in particolare tra i più grandi e belli di Roma.
Monteverde si estende su un'altura a circa 80 metri sul livello del mare, fino agli anni '50 il quartiere rappresentava una zona periferica della città ideale per "scampagnate", sfruttando sia il colle che le ampie superfici verdeggianti del Gianicolo, di Villa Sciarra e di Villa Pamphilj.

Le informazioni raccolte in questo brano sono tratte dal libro:
IL BALCONE DI ROMA - Da Montedoro a Monteverde
a cura di Renato Funiciello e Antonio Thiery
ASSOCIAZIONE MONTEDORO
Edito da: Fratelli Palombi Editori - Roma Aprile 1998

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