Monteverde in il quartiere a portata di mouse

Le vostre lettere

Omeopatia e medicine dolci nella regione Lazio

Omeopatia e medicine dolci nella regione Lazio

 

una proposta del consigliere Enzo Foschi, componente della commissione sanità,  che porta in Europa l’intera regione. Il diritto alla salute e il diritto alla scelta della terapia. Concetti di democrazia avanzata per cittadini veri. Molte nazioni europee hanno impostazioni avanzate salutistiche e hanno un chiaro concetto della democrazia come governo di popolo. È la gente che chiede e i governi attuano quelle richieste. Già questa impostazione prelude al concetto di libera scelta in una democrazia degna di tale termine e la sua attuazione predispone ad un concetto avanzato di salute pubblica. La salute, in ogni società che si rispetti, è la ricchezza principale di ogni società, partendo dalle tribù per giungere alle democrazie moderne. Nella tribù lo sciamano assicurava la salute, risparmiando vite e conseguentemente, incrementando gli addetti alla produzione di beni o per la caccia, garantendo la sopravvivenza della propria gente; nelle democrazie moderne, un buon amministratore deve assicurare la salute e la migliore convivenza, per incrementare il benessere e le relazioni sociali, riducendo al minimo possibile le spese per garantire la salute pubblica. Questo processo è un investimento reale e duraturo. Le direttive sono molteplici, ma tra quelle conosciute, spiccano alcune modalità che sono conclamate in molte nazioni europee e, tra queste, l’omeopatia, l’agopuntura, la fitoterapia ed aggiungo la psicoterapia. Le così dette medicine dolci o alternative, dette tali dalla cultura preminente, in realtà sono medicine antiche, alcune molto più della medicina classica, la cosi detta allopatia; i principi dell’omeopatia datano a Ippocrate, medico greco 450 a.c.; l’agopuntura risale alla Cina di 5000 anni fa, la fitoterapia è il sistema terapeutico umani dagli albori; la psicoterapia ha storia breve e un passato antichissimo.

I motivi validi per adottare queste tipologie di terapia sono molteplici e vanno dalla scarsa o inesistente pericolosità, dagli scarsi o inesistenti effetti collaterali, alla inesistenza di brevetti industriali e, quindi, al costo giusto del medicamento, per arrivare a guarigioni certe, durature, senza pregiudicare altri organi sani, perché l’approccio medico è generale, non specialistico, come nella medicina che tutti conosciamo. Un omeopata o agopuntore e un naturopata sono medici classici con un’impostazione generale, non generica. È un concetto che comprende l’individuo nella sua interezza, non una serie di organi che compongono un corpo. E il corpo curato nella sua totalità risponde meglio ed in breve, alle terapie, guarendo prima e in maniera duratura. Tutto questo si traduce, automaticamente, in un risparmio. Il primo risparmio conseguito è nella minore sofferenza, il secondo nei tempi brevi, il terzo nel minore dispendio di denaro e questo genera, di conseguenza, ricchezza per tutti. Pare molto semplicistico, alcune menti contorte diranno che è elementare e, per questo, irrealizzabile,  basta provare per verificare. In Europa la libertà di cura è reale e possibile, credo che lo facciano con convinzione e certezza del risultato, perché non provare a verificare?

buona medicina dolce a tutti.

Le osservazioni del Visconte

 

ENZO FOSCHI  consigliere regione Lazio    “con inserimento medicine complementari nel sistema sanitario risparmio di spesa anche del 40%”

 

Raggiungere il riconoscimento con l’effettivo inserimento da parte della regione Lazio nelle sue strutture sanitarie, del pluralismo terapeutico come fattore essenziale per il progresso della scienza e dell’arte medica e per la salvaguardia della salute del cittadino e del suo diritto di avvalersi delle medicine complementari, in particolare,  dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia promuovendone anche la reale validazione scientifica. Ma non solo. Si prevede, infatti, anche  l’istituzione,  presso gli Ordini provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e gli Ordini dei Medici Veterinari e dei Farmacisti, di Registri degli esperti nelle medicine complementari distinti per disciplina e per categoria.

 

 E’ questo l’obiettivo principale della proposta di legge ‘Disposizioni in materia di medicine complementari esercitate da medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti’ presentata da Enzo Foschi, consigliere del Pd alla regione Lazio e membro della commissione Sanità. L’iniziativa è nata su impulso della Federazione italiana associazioni e medici omeopati (Fiamo), rappresentata dal suo vicepresidente nazionale, dr Francesco Marino, medico chirurgo specializzato in ematologia, omeopata e agopuntore.

 

“Negli ultimi 40 anni  abbiamo assistito ad un incremento costante della diffusione di medicine non convenzionali  - ha riferito Foschi  -  e sulla scia di questa iniziale opera di riconoscimento alcune regioni, in particolare quella Toscana, hanno sentito l’esigenza di favorire l’accesso alla fruizione di tali terapie e hanno iniziato a prevederne l’inserimento nei loro piani sanitari. Tanto più – ha sottolineato -  che le medicine complementari possono essere utilizzate, con risultati comprovati, in combinazione o in successione o in alternativa a quelle convenzionali con costi economici molto contenuti.”. “A fronte, infatti, del continuo aumento della spesa sanitaria dovuto sopratutto all’incremento delle malattie croniche, che in Italia affliggono ben 17 milioni di persone – ha spiegato il consigliere della regione Lazio -  gli studi di economia farmaceutica evidenziano che i medici che utilizzano anche le medicine complementari , oltre a raggiungere un migliore livello di salute dei cittadini, contribuiscono alla realizzazione di un concreto risparmio della spesa sanitaria nonché a una riduzione del consumo di farmaci di uso cronico”. Enzo Foschi, ha affermato che “ i risultati,  sono, quindi,  sia il raggiungimento e il mantenimento di un migliore stato di salute delle persone sia una positiva azione di riduzione della spesa sanitaria, fino al 40%, che, come è noto, incide pesantemente sul bilancio regionale. E ciò – ha chiarito ancora - ben si sposa con il tema centrale del Piano di rientro della Sanità, teso e mirato soprattutto al contenimento delle spese e degli sprechi. E se è possibile avviare politiche di qualità e di prevenzione in ambito sanitario che portano a questo risultato senza passare necessariamente per i tagli e su ulteriori aggravi e sacrifici per i cittadini - ha concluso Foschi -  ben venga l’inserimento delle medicine complementari”.

 

“Il Lazio – ha dichiarato il dr Francesco Marino, vicepresidente della Federazione italiana associazioni e medici omeopati (Fiamo) -  ha dunque da sempre accolto con favore, intelligenza e lungimiranza le valide novità nel campo medico. E anche nel rispetto delle antiche tradizioni regionali e di fronte alla attuale grande diffusione delle medicine non convenzionali appare inderogabile che si consideri in maniera compiuta e definitiva tale materia, emettendo una normativa che favorisca lo sviluppo di tali medicine, garantisca la qualità della prestazione professionale complementare, patrocini una adeguata ricerca scientifica, promuova la progressiva integrazione nel sistema sanitario regionale . Questa normativa -  ha chiarito -   è tanto più necessaria anche nell’ottica della tutela dei pazienti affinché sia possibile vigilare per evitare i casi di abuso della professione. Ringraziamo dunque il consigliere Foschi - ha concluso -  per la sensibilità e l’interesse dimostrato verso il tema e per l’impegno profuso per questa iniziativa di legge che se trovasse riscontro andrebbe a colmare un grande vuoto”.

 

 

©2005 Monteverde IN Info e Pubblicità - Accessibilità|