Monteverde in il quartiere a portata di mouse

Le vostre lettere

Giorgio Caproni a Roma

GIORGIO CAPRONI A ROMA
 

Il 7 gennaio 2012 la città di Livorno, inaugurò l’”Anno Caproniano”, per commemorare il centenario della nascita di un proprio concittadino, distintosi in campo letterario nell’arte della poesia. Si tratta di Giorgio Caproni (Livorno 1912- Roma 1990) a cui la città dedicò per l’occasione, una piazza. Altre città si sono accodate per ricordare quest’anniversario, tra cui Genova, in cui il poeta visse dal 1922 al 1938, e Roma, dove “fece il maestro per caso”[1] e visse fino al 1990.

Genova si è distinta per averlo celebrato con due eventi particolari: il 19 gennaio 2012 è stato proiettato un film, dal titolo “Statale 45, Io Giorgio Caproni”, che, in realtà, era un cortometraggio vincitore del Genova Festival del 2006 [2]; mentre il 2 marzo è stato presentato un libro scritto in suo onore dal professor Luigi Surdich, che lo conobbe certamente nel 1976 [3], dal titolo “Genova che è tutto dire – Immagini per la Litania”, prendendo spunto da una delle tante poesie del livornese, nel suo lungo soggiorno genovese.

Roma, invece, prontamente si è attivata con un evento al Campidoglio, fissato per il 22 gennaio, basato su letture di alcune sue poesie, e poi con la sua commemorazione nel mese di aprile in un convegno presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani [4], con l’intervento, fra gli altri, di Antonio Debenedetti. A Roma, è ancora in corso fino al 28 giugno, un programma di documentari, letture e anche una mostra, alla biblioteca comunale “Guglielmo Marconi” [5] in Via G. Cardano 135, che conserva, dal 2006, un vero e proprio Fondo Giorgio Caproni, costituto dai quasi cinquemila volumi provenienti dalla sua abitazione in Via Pio Foà 28 [6].

Scrittori, giornalisti e studiosi hanno dedicato numerosi volumi alla sua poetica e al suo “non metodo” d’insegnamento, perciò in questo articolo non mi dilungo su questi aspetti della sua vita, bensì mi concentro sulla curiosità del fatto che sia stato un concittadino monteverdino.

A Roma, il poeta, infatti, soggiornò inizialmente per soli quattro mesi, nel 1939, quando gli fu affidato l’insegnamento alla scuola elementare “Giovanni Pascoli”. Poiché l’avvento della Seconda Guerra Mondiale lo chiamò immediatamente alle armi sul fronte settentrionale, dovette abbandonare tutto, ma vi tornò per riprendere l’insegnamento nel 1949, dopo essere stato congedato nel 1942 [7].

Il suo ritorno a Roma coincide con vari episodi della sua vita; per primo la nascita dei due figli, Silvana, nel 1939 e Attilio Mauro, nel 1942; poi, la prima dimora romana in Via dei Quattro Venti, 31 presso l’Incis, e infine, l’insegnamento alla scuola elementare “Pascoli” fino agli anni cinquanta.

Due testimonianze certe sulla sua presenza alla sua prima dimora romana   provengono da Cesare Vivaldi e da una signora di nome Rina. Il primo dichiara di essere stato amico del poeta, dal 1948, “abitando entrambi in quella sorta di lager, che era il gruppo di case Incis di Viale dei Quattro Venti, a Monteverde Vecchio, case tirate su a foratini con la fretta del dopoguerra, senza riscaldamento, né ascensori né balconi …” [8] L’altra testimone è la signora Rina che “in diverse occasioni era stata a casa loro, in viale dei Quattro Venti, a fare le iniezioni alla povera signora Caproni, e tuttora ogni tanto vi si recava nel caso il maestro avesse bisogno di qualcosa” [9].  

Da questa dimora si avviava alla scuola “Giovanni Pascoli” e in questo periodo di insegnamento, ebbe anche modo di essere il maestro di ripetizioni di Antonio Debendetti, figlio di Giacomo, per via dell’amicizia che legava il poeta al grande critico letterario [10].

Dagli anni ’50 fino al 1973 circa, insegnò invece alla scuola “Francesco Crispi”, in Via Barrili. Curzio Maltese ricorda che il poeta sostava spesso per un panino, al bar d’angolo con Via Poerio, in attesa di incontrarsi con Attilio Bertolucci e Pier Paolo Pasolini, Due volte la settimana si aggiungeva al gruppo, anche CarloEmilio Gadda che abitava nello stesso palazzo in cui risiedeva Pasolini, in Via Fonteiana 86 [11].

Amico di quei personaggi illustri del mondo della cultura, anch’essi residenti a Monteverde, in realtà, egli non amava la notorietà e la folla, ed era solitario anche nel comportamento e nel fisico. Magro, alto e col viso scavato, incontrava i suoi amici nel suo studio, in parte descritto dal figlio in un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica [12]: “in un angolo dello studio c'è un leggìo con uno spartito. Alle pareti alcuni ritratti di Caproni e una foto del poeta insieme a Pier Paolo Pasolini. Al centro della stanza una piccola scrivania”. Anche Vincenzo Cerami ricorda i suoi colloqui in questo studio, “davanti ad un centimetro di grappa ed un mozzicone di sigaretta tagliata in due con una forbice, e passavamo un paio d'ore al giorno a parlare di tutto e di niente nel suo studio” [13].

Lo stesso Giorgio Caproni compose due poesie, intitolandole “Via Pio Foà”, la prima del 1970, recita così: «La luce sempre più dura / più impura. La luce che vuota / e cieca, s' è fatta paura / e alluminio, qua / dove nel tronfio rigoglio / bottegaio, la città / sputa in faccia il suo orgoglio / e la sua dismisura». La seconda, invece, di qualche anno più tardi e più breve, è la seguente: “Una giornata di vento. /  Di vento genovesardo. / Via Pio Foà: il mio sguardo / di fulminato spavento.” [14]

Giorgio Caproni non sapeva di abitare di fronte ad una tipografia, divenuta poi famosa per aver mandato in stampa gli opuscoli dei brigatisti, durante i giorni di Moro, in Via Pio Foà 31. e, appena saputa la notizia dai giornali, rilasciò il seguente commento: ”Le tipografie mi hanno sempre attratto […], mi piace il lavoro manuale che vi si respira. […]. Mi meravigliai e non: in fondo, una tipografia così può esistere nel luogo più impensato, può essere nell’appartamento accanto, adesso mentre stiamo parlando.” L’autore di questa fonte commenta così le parole del poeta: “La meraviglia semmai è che questa via gli abbia sempre suscitato “un senso di paura, non di essere aggredito, ma paura esistenziale””.   

Il giorno del suo funerale fu il 22 gennaio 1990 ed il corteo dei familiari usciva dal portone di Via Pio Foà, per celebrarlo nella Parrocchia della Divina Provvidenza in Via Donna Olimpia. Ad esso parteciparono, oltre che i parenti, i suoi amici poeti e scrittori, ma nessuna delle autorità politiche, statali o comunali, in sintonia alla natura schiva del poeta [15].

Questo è il mio modesto contributo per il centenario della nascita del grande poeta che ha vissuto per cinquant’anni nel mio quartiere, facendo riscoprire quell’aspetto culturale e di vita a Monteverde.

Paolo Foglia


[1] Vedi il testo “Era così bello parlare: conversazioni radiofoniche con Giorgio Caproni”, edito nel 2004

[2]Il regista e attore del film è un genovese, noto al pubblico televisivo, per la sua interpretazione del personaggio di Batman, nel programma “Mai dire lunedì”, Fabrizio Lo Presti. Proiettato il 19 gennaio 2012 al cinema Sivori, descrive il periodo trascorso dal poeta livornese insieme alla moglie, nelle estati degli anni dal 1935 fino alla fine della guerra, in Val di Trebbia..

[3] Vedi il “Fondo Giorgio Caproni” in un documento pdf on line, in cui è raccolta tutta la corrispondenza del livornese.

[4] Vedi il programma dell’evento pubblicato on line da Rai News in www.poesia.blog.rainews24.it

[5] Vedi il sito Roma Capitale.

[6]www.vincenzocerami.com/capitoli/caproni.swf

[7] Vedi il sito http://www.rai.tv/

[8] Vedi il testo “Per Giorgio Caproni”, di Giorgio Devoto e Stefano Verdino, 1997

[9] Vedi nel sito http://lapoesiaelospirito.wordpress.com, l’articolo firmato da Giovanni Nuscis.

[10] vedi ilo sito “amicidiletture”

[11] Vedi Curzio Maltese, In Bolla.

[12] Vedi l’articolo firmato da Fabrizio Eribanni nell’Archivio on line di Repubblica

[13] Vedi il sito di Vincenzo Cerami

[14] Vedi il testo di Renato Minore, La promessa della notte, conversazioni con i poeti italiani, 2011.

[15] Vedi il documento in pdf on line su http://www.pasolini.net/Pasolini.pdf

©2005 Monteverde IN Info e Pubblicità - Accessibilità|