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La Cappella Mausoleo della Famiglia Pamphili

LA CAPPELLA MAUSOLEO DELLA FAMIGLIA PAMPHILI
 

La Cappella è ancora proprietà privata della famiglia Pamphili, ed è l’ultima costruzione realizzata all’interno della omonima Villa monteverdina. Ne fu architetto il bolognese Odoardo Collamarini[1], che la costruì tra il 1896 e il 1902, nel luogo in cui vi era la Fontana dei Delfini[2], completamente distrutta dagli scontri risorgimentali del 1849, poiché Garibaldi adattò l’area a fortino difensivo[3]. Dal maggio 2006 la cappella è stata riaperta al culto religioso e per preservarla meglio oggi, dagli atti vandalici, è circoscritta da una recinzione in ferro battuto.

            Le sue piccole dimensioni ne fanno un gioiello architettonico: è un edificio neogotico-romanico, con una scalinata in marmo, un ingresso porticato in laterizio, il frontone ed il transetto, con i due ingressi laterali e un campanile a vela decentrato. Probabilmente la pianta è a croce greca e si sviluppa su due livelli. Sul piano della strada, la scalinata conduce a un semplice portale in legno, il cui archivolto a crociera è finemente stuccato; nel frontone invece, predomina la decorazione musiva di una mandorla con la “Madonna e il Bambin Gesu’ benedicente” affiancata da due angeli oranti.

Le lunette delle porte d’ingresso al transetto, anch’esse in mosaico, rappresentano i simboli della visione di Cristo: un candelabro e una croce inscritta in un cerchio, con i simboli “alfa” e “omega”.

Tre vetrate in marmo traforato, sulla parte superiore della facciata e un’altra coppia di vetrate, per ciascun lato, alleggeriscono l’aspetto in laterizio, e permettono l’illuminazione dall’esterno.

Nella parte superiore dei due piloni sono ben visibili gli stemmi delle nobili famiglie che la detengono ancora come proprietà privata: a destra, la colomba (Pamphili) e il giglio (Aldobrandini), e a sinistra, l’aquila con le ali spiegate, stemma dei Doria.

Sul lato del transetto sinistro si scorge un grazioso campanile a vela, per il rintocco dell’unico orario di messa del sabato pomeriggio alle 17; infine, una balaustra in marmo delimita il piano terra da quello inferiore, visivamente impraticabile e a cui si accederebbe da una discesa a sinistra della cancellata d’ingresso, chiusa da un lucchetto.

Al di sotto di essa si nota l’ingresso speculare a quello principale, che probabilmente conduce all’ambiente del vero e proprio mausoleo di famiglia.

Per raggiungere la cappella si può accedere dall’ingresso monumentale della ex Villa Corsini, in via di San Pancrazio, n° 10; e con questa passeggiata si possono ammirare alcuni degli edifici della villa stessa. Per esempio, già all’ingresso, sulla sinistra si nota lo Chalet svizzero[4], e più avanti, si prosegue per l’Arco dei Quattro Venti[5]; si continua scendendo per via Bartolomeo Rozat, e si fiancheggia la Palazzina Corsini, con le Scuderie alla sua sinistra[6]. Si cammina, perciò, a fianco degli archi dell’Acquedotto Paolo e, sul lato opposto, del Casale Rurale e della Valle dei Daini[7], e ci si trova finalmente nell’area di proprietà dello Stato, delimitata da una cancellata in ferro.

            Inizia così Via del Maglio[8] in fondo al quale si scorgono i gradini di una scalinata in marmo, che appartengono appunto alla cappella. Si percorre tutto il tratto che fiancheggia la vasta area dei cosiddetti Giardini del Teatro, di per sé un gioiello d’arte, con fontane e sculture ora segnate da evidenti atti vandalici, e si lascia alle spalle il solare seicentesco Casino del Bel Respiro, per ammirare la meravigliosa struttura architettonica, di cui vi ho parlato.

            Mi auguro che quanto vi ho descritto vi incuriosisca nella intenzione di visitarla, per conoscerla più approfonditamente, e per sensibilizzare maggiormente al rispetto della “opera” umana, nel corso della storia.

 

Paolo Foglia

 


[2] Vedi Daniele Barbato, Monteverde Vecchio, 2010

[3] Vedi www.comune.roma.it

[4] La facciata del portierato conserva i segni della Repubblica Romana, e cioè le palle di cannone, incastonate nella parete in finta roccia.

[5] L’Arco dei Quattro Venti riutilizza la struttura del seicentesco Casino dei Quattro Venti, della ex Villa Corsini, danneggiato nel 1849

[6] La Scuderia è l’edificio a pianta rettangolare e soffitto a volta, che fiancheggia la suddetta Palazzina Corsini

[7] La Valle dei Daini era il bosco adibito a riserva di caccia dalla famiglia Pamphili

[8] Via del Maglio prende il nome dal gioco rinascimentale, da cui deriva il golf e probabilmente praticato dalla famiglia Pamphili

 

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