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La Signorina e la Stazione

Capitolo 4

 

LA  SIGNORINA  E LA STAZIONE

 

La vecchia stazione di Trastevere mi è sempre rimasta nella mente, per la presenza di una storica locomotiva a vapore che ne abbelliva l’aspetto. Mi immaginavo da piccolo di poter salire sopra di essa, prenderne il comando e partire per terre lontane. Oggi questa locomotiva non c’è più e mi ha lasciato un po’ di nostalgia. Per questa  ragione ho iniziato la ricerca sulla sua vicenda.

Nel piazzale antistante l’edificio della vecchia Stazione di Trastevere[1], in Piazza Ippolito Nievo, che oggi so essere stato il fabbricato viaggiatori, esiste a tutt’oggi, una “piattaforma girevole”, che ha ospitato per circa trent’anni, la locomotiva a vapore GR 625.101[2]. Essa rimase in funzione fino agli anni ‘80 [3] e fu anche utilizzata nella ripresa cinematografica del film “Straziami, ma di baci saziami”[4]. Una pura curiosità che la riguarda, è che era comunemente nota, negli anni ’10, come la "Signorina"[5] per via della linea aggraziata e per le dimensioni compatte, ma soprattutto perché all'inserimento in curva, "sculettava"[6]. Dal 2009 la locomotiva è stata trasferita in Via del Portonaccio, per la necessità di un intervento di restauro ed è stata sostituita da un’altra appartenente ad gruppo 740. La locomotiva che si vede oggi è infatti la 740.436, anch’essa a vapore[7].

Il restauro è stato effettuato dalla Associazione RTVT che, nel Forum del sito de “ilmondodeitreni” descrive dettagliatamente gli interventi ultimati al fine di rimetterla in servizio[8] per la ricorrenza storica del suo primo centenario[9], che verrà celebrato con il suo trasferimento al Deposito Rotabili Storici di Pistoia. Proprio oggi, 23 gennaio 2011, si dice nel forum che la locomotiva è ormai prossima al trasferimento. 

Mi sono sempre domandato come mai questa locomotiva fosse stata parcheggiata davanti la vecchia stazione di Trastevere, ma non ho mai ottenuto un’informazione certa. Posso ipotizzare che, essendo il gruppo GR. 625 nato nella prima decade del Novecento, abbia una relazione con la stessa Stazione, rimasta in funzione proprio fino al 1910.

Ecco in breve la storia: la prima stazione dell’area trasteverina era stata costruita dal papa Pio IX per collegare Civitavecchia a Roma e dirigere il trasporto merci fluviale dell’Arsenale e del Porto di Ripa Grande[10]. Si chiamava Porta Portese, ma, a seguito degli sconvolgimenti storici, la stazione pontificia venne demolita e sostituita dalla vecchia stazione Trastevere, attiva dal 1894[11], che successivamente, venne a sua volta rimpiazzata, nel 1911, dalla attuale Stazione di Trastevere, in Piazza Flavio Biondo. La ex stazione di Trastevere rimase in funzione come deposito locomotive e, forse, fu per questo motivo, impreziosita dalla presenza della locomotiva GR 625.101.

Il susseguirsi degli eventi che hanno interessato la nascita e la demolizione di ben due stazioni su tre, nell’arco di circa cinquant’anni, hanno un riscontro storico, e faticosamente sono riuscito a far chiarezza.

Dopo l’Unità d’Italia, il territorio al di fuori delle Mura Vaticane, non era più proprietà del Papa, così l’area a valle del Gianicolo si preparò a configurarsi in modo diverso.

Il Piano Regolatore di Roma del 1883[12] fu l’inizio della nuova immagine del quartiere, ma esso era già sulla carta dal 1873. La sua attuazione si rivelò molto ingarbugliata, nonostante fosse la medesima Commissione di undici ingegneri e architetti a redigerlo. La prima volta che venne sottoposto alla firma, il sindaco di Roma, Venturi, non lo approvò per la mancanza di finanziamenti, largamente spesi dal precedente primo cittadino Pianciani [13]. Nel 1879 il Presidente del Consiglio De Pretis annuncia il finanziamento finalizzato alle opere pubbliche, da erogarsi in 25 anni, secondo la legge del 1865 [14]. Ecco che il predetto Piano Regolatore di Roma venne quindi firmato, solo nel 1883: l'architetto Piero Camporesi, presidente della Commissione, ne modificò una parte, a seguito del decennio trascorso; mentre il direttore dell’Ufficio Tecnico Comunale, ingegnere Alessandro Viviani contribuì a rettificarlo, inglobandovi un ponte sulla Via Portuense e l’abbattimento delle strutture edilizie di Viale del Re [15].

Secondo il precedente Piano del 1873, la nuova stazione ferroviaria doveva occupare l’area di S. Cosimato [16], ma successivamente ricoprì quella tra piazza Ippolito Nievo e Via Portuense, e si identificò infatti come “Stazione di Piazza Ippolito Nievo” o “di Viale del Re”.

Per la sua costruzione, si pensò di trascurare la pontificia stazione di Porta Portese, convertendola prima in deposito locomotive, e infine demolendola; e di affidare i lavori per la nuova stazione, non più alla società pontificia, bensì alla statale “Rete Mediterranea”, composta da ingegneri esperti come Giuseppe Bertoldo[17], Riccardo Bianchi[18], e infine, Vittorio Tramontani[19]. I lavori iniziarono nel 1889, con l’edificazione di un immenso fabbricato viaggiatori, sul piazzale della vecchia stazione Porta Portese[20], il cui atrio ospitava tutti i servizi per i viaggiatori, mentre ai lati, vi erano situati gli uffici amministrativi dell’ente ferroviario. Oggi ne rimane solo il corpo centrale, in evidente stato di abbandono, ma ospitò negli anni ’50 l’Istituto di Dinamica Sperimentale delle Ferrovie dello Stato [21]. La “Stazione di Piazza Ippolito Nievo” collegava Roma a Viterbo, Civitavecchia e Stazione Termini, ma avrà breve vita poiché nei primi anni del Novecento diminuì il traffico merci e dei passeggeri. Resterà in funzione fino al 1910, per essere utilizzata come deposito e officina per le locomotive, e già l’anno successivo[22] verrà collegata all’attuale stazione di Piazza Flavio Biondo, con un raccordo e un ponte, entrambi non più esistenti[23],

La “Signorina”, dunque, ha occupato questa area di deposito in balìa delle intemperie per molti anni, ma ora, dato che l’ex fabbricato viaggiatori è in evidente stato di abbandono, mi piacerebbe, che almeno le venga riservato un posto al coperto privilegiato, nel Deposito Rotabili di Pistoia, dove sarà destinata. 

Paolo Foglia


[1] Il nome della stazione era dato dal nome del Viale, che all’epoca si chiamava “Viale del Re”, poi identificata con il nome della piazza, ossia Piazza Ippolito Nievo, ma ora è comunemente individuata come la “ex stazione Trastevere”, vedi anche www.ferroviedismesse.it.

[2]Grazie ad Antonio Montesi ho potuto consultare il catalogo “Rivarossi” del 1964-65 in cui il modellino della GR 625, viene indicato con la sigla ”1112”. “Caratteristica di questa locomotiva è il fatto di avere le bielle motrici interne e la distribuzione esterna. Illuminazione con due fanali anteriori”. In esso si ricorda che la locomotiva fu “realizzata intorno al 1910 e adibita a traino di treni merce e passeggeri su linee locali; può sviluppare la velocità massima di circa 80 Km/h”. Per una scheda tecnica dettagliata della locomotiva GR 625.101, vedi www.interrail.it

 [3] La notizia proviene dal sito www.ferrovieonline.it, ma la locomotiva della stazione Trastevere viene indicata con un’altra sigla. “Nella zona di Roma il servizio giornaliero di manovra pesante nello scalo di Salone è cessato nel febbraio 1979 (e nelle ultime settimane quel lavoro era affidato alla 625.170 di Trastevere) ma saltuariamente si è protratto fino alla primavera 1984”.

[4] Vedi in www.ilmondodeitreni.it il Forum di valerio55 per la notizia. Il film è del 1967, la regia è di D. Risi, con N. Manfredi.

[5] Vedi www.duegieditrice.it

[6] Vedi wikipedia.

[7] Per i dettagli sulle locomotive 740 rimando al già citato sito www.interrail.it

[8] Vedi www.ilmondodeitreni.it

[9] Vedi www.stradeferrate.blogosfere.it

[10] Vedi www.papapionono.it

[11] La monumentale stazione di Viale del Re fu aperta al pubblico, il giorno 29 aprile 1894. Vedi www.web.tiscalinet.it di Omar Cugini.

[12] Vedi Piano Regolatore e di ampliamento della città di Roma, Relazione della commissione esaminatrice nominata dal Consiglio comunale nella seduta del 12 dicembre 1881, Firenze, Tipografia Lenelni, 1882.

[13] Vedi www.cittasostenibili.it

[14] La legge 2359/1865 si riferisce alla “Espropriazione per causa di pubblica utilità”, e nell’art 87 dichiara che “Nel decreto di approvazione sarà determinato il tempo, non maggiore d’anni 25, entro il quale si dovrà eseguire il piano” vedi www.eddyburg.it

[15] Le notizie sono estrapolate dal sito www.cittàsostenibili.it, mentre sulla modifica della denominazione di Viale del Re in Viale Trastevere vedi la Toponomastica del Comune di Roma, nel sito www.comune.roma.it

[16] L’area di San Cosimato venne occupata dal Ministero della Pubblica Istruzione. Vedi il testo di Italo Insolera, Roma: immagini e realtà dal X al XX secolo.

[17] Giuseppe Bertoldo, capo divisione del Servizio del materiale Vedi Wikipedia

[18] Riccardo Bianchi, Vedi www.ilsapere.it : ingegnere ferroviario (Casale Monferrato 1854-Torino 1936). Direttore generale delle Ferrovie dello Stato (1905-16), senatore (1917) e ministro dei Trasporti (1917-18), viene ricordato per l'invenzione di un sistema idrodinamico per il comando a distanza degli scambi e dei segnali. capo divisione del Servizio movimento e traffico,

[19] Vittorio Tramontani, capo reparto dell'Amministrazione centrale, vedi Wikipedia

[20] Tale informazione è stata ottenuta grazie ad una ricerca bibliografica effettuata dal sig. Roberto Rovelli, dell’Associazione Italiana Greenways.

[22] Vedi il testo di Campiglio Ambrogio, La nuova Stazione di Trastevere ed il ponte ferroviario sul Tevere in Roma, Genio Civile, 1911

[23] Il raccordo percorreva il lato sinistro di Viale Trastevere e fu usato come asta di manovra per Roma Ostiense, poi dismesso nel 1950; ed anche il ponte verrà abbattuto in quegli anni, ma ne rimangono ancora oggi i segni dei suoi contrafforti di base: uno è visibile su un lato del muraglione di Via degli Orti di Cesare e l’altro su una parete di un edificio, proprio sul lato opposto. Vedi inoltre la documentazione fotografica nel sito www.centostazioni.it e www.web.tiscalinet.it di Omar Cugini

 

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