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La Villa del Vascello

LA VILLA DEL VASCELLO

A San Giovanni in Croce, nella provincia di Cremona esiste una villa del Vascello, appartenuta alla famiglia Medici Viscardi, ben illustrata dal sito dei beni culturali della Regione Lombardia[1]. In questo caso, la denominazione di “Vascello” deriva dalla attribuzione del titolo onorifico di “Marchese del Vascello” conferito al lombardo Giacomo Medici[2], per aver valorosamente combattuto al Gianicolo, durante la Repubblica Romana del 1849, nei pressi proprio della Villa del Vascello di Roma.
            Infatti, in Via di San Pancrazio, si trova una villa che originariamente aveva la struttura architettonica a forma di vascello, e ancora oggi l’omonima attribuzione è presente nella epigrafe, posta sopra la cancellata in ferro che costituisce l’ingresso al giardino. Il vero ingresso al palazzo, invece, era anteposto alla strada, nell’attuale portoncino incastonato in una parete di finte rocce.
            Committente e primo proprietario fu l'abate Elpidio Benedetti[3]. che scelse questo luogo del promontorio, proprio per la sua posizione dominante sul colle del Vaticano. Committente e primo proprietario fu l'abate Monsignor Elpidio Benedetti[4]. che scelse questo luogo del promontorio, proprio per la sua posizione dominante sul colle del Vaticano.
Essendo egli stato nominato agente del Cardinal Giulio Mazzarino a Roma, si permise di esaltare la propria sfarzosità nella realizzazione di questa nuova villa, descritta minuziosamente e usando uno pseudonimo, dallo stesso Monsignore, nel 1677[5].
Dallo studio curato da Benocci[6] sappiamo, inoltre, che i lavori iniziarono nel 1663 con il progetto realizzato dall’architetto Plautilla Bricci[7], che si occuperà anche di alcuni affreschi. Seguendo un consiglio di Gian Lorenzo Bernini e volendo rappresentare un vascello, ovvero simbolicamente la Chiesa, l’architetto usò l’effetto delle finte rocce per creare lo scoglio su cui poggiare l’edificio. Come dicevo, era qui l’ingresso della villa, mentre l’edificio era sviluppato su due piani e impreziosito da diverse gallerie di ritratti e di trofei, e da due appartamenti, con bagni in marmo e cappella. La palazzina era circondata da un vasto giardino che ospitava anche fontane, teatri e piramidi.
Per aver realizzato una villa così bizzarra l’architetto ricevette numerosi riconoscimenti anche dagli uomini del suo tempo, tanto che il Benedetti, di fronte alla manifesta ammirazione di chi la visitava, dovette ammettere[8] che il vero architetto era una donna, e le affidò di conseguenza, il dipinto con San Luigi IX in una cappella di San Luigi dei Francesi.
            Alla morte dell’abate, la Villa passò al Duca di Nevers[9] ossia a Filippo Mancini, nipote,del Cardinal Mazzarino, e in seguito passò al Conte Giraud che l’acquistò nel 1766[10].
Successivamente, Don Giovanni Battista Cristaldi, fedecommesso pontificio, ebbe la villa come bene ecclesiastico e la lasciò in eredità al nipote adottivo, cardinale Belisario Cristaldi[11]. Con questo proprietario la villa ebbe un nuovo aspetto: l’ingresso venne spostato sul giardino abbellito da statue, bassorilievi, boschetti, peschiere e bagni; e la facciata venne arricchita dallo stemma del re Luigi XIV di Francia.
            Durante la Repubblica Romana del 1849, essendo il Gianicolo divenuto un fortino garibaldino, la villa subì l’assalto delle truppe pontificie, e venne difeso strenuamente dal valoroso Giacomo Medici[12]. Tra i garibaldini, vi era anche un giovane genovese[13] che proprio qui il 3 giugno, veniva gravemente ferito e ancora oggi il ventiduenne Goffredo Mameli[14] è entrato nella memoria di tutti per aver composto quello che la Costituzione Italiana adottò, provvisoriamente, come il proprio Inno Nazionale.
I danni bellici della Repubblica Romana distrussero parte della villa, che cambiò necessariamente aspetto. L’edificio originale è stato sostituito da una piccola costruzione laterale, mentre l’edificio di rappresentanza ha occupato una buona parte del giardino.
            Infatti, dal 21 aprile 1901, la Villa è stata eletta a sede dell'organo direttivo del GOI, Grande Oriente d’Italia, che trasferì nel periodo del fascismo, la sede a Palazzo Giustiniani, nei pressi di Piazza Navona, e poi, soltanto nel 1985, fissò nuovamente la sede in questa villa[15]. Sono ancora visibili dalla porta, infatti, gli emblemi della Massoneria risorgimentale, di cui Garibaldi fu Gran Maestro.
            La attuale villa è anche una location per ricevimenti e congressi; non facilmente accessibile o visitabile, e solo nel 2006 il Comitato Gianicolo poté organizzare una visita guidata[16].
            I grandi misteri relativi a questa villa, come avrete ben capito, riguardano sia la sua originaria architettura, sia la particolarità di essere stata interamente costruita da una donna e infine, il fatto che ai giorni d’oggi, per effetto dell’emblematico evento storico risorgimentale, sia divenuta sede della Massoneria garibaldina.
 
Paolo Foglia
 

 


[1]Vedi www.lombardiabeniculturali.it
[2] Per un approfondimento si rimanda a www.sovraintendenzaroma.it
[3]Elpidio Benedetti, visse a Roma tra il 1610 ed il 1690, fu agente di Luigi XIV Re di Francia nella Corte di Roma e amico intimo del cardinale Giulio Mazzarino
33Vedi www.goiradio.it
[5] Vedi il testo così intitolato: “Villa Benedetta descritta da Matteo Mayer”, del 1677.
[6] Vedi Carla Benocci, Villa il Vascello, 2003
[7] Per una breve biografia di Plautilla Bricci, vedi Enciclopedia Treccani.
[8] Il Benedetti attribuì inizialmente il progetto al fratello di Plautilla, Basilio Bricci, che faceva, in realtà, da assistente. Solo in un secondo tempo, ammise che era opera di Plautilla.
 
[9] Vedi Pietro Rossigni, Il mercurio errante delle grandezze di Roma, 1700.
[10]Vedi “Accurata e succinta descrizione topografica e historica di Roma” curata da Ridolfino Venuti del 1766, in cui si descrivono gli ambienti interni e gli affreschi ripartiti tra i due piani
[11] Vedi “Guida metodica di Roma” di Giuseppe Melcchiorri, del 1836
[12]Vedi www.goilazio.org
[13] Vedi www.literary.it/i
[14] Una piccola epigrafe marmorea affissa al fianco destro dell’ingresso della villa del Vascello, lo ricorda per la sua eroica impresa, mentre il suo Monumento funebre è nei pressi del “Fontanone” del Gianicolo.
[15] Vedi www.goi.lazio.org
[16] Vedi www.comitatogianicolo.it
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