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Mimma

MIMMA

Tutto è iniziato dal sito di “monteverdein” a cui avevo inviato i miei articoli scritti l’anno scorso e, dopo il primo d’esordio, attendevo la pubblicazione degli altri, visitando il sito con una certa costanza. Una volta, però tra le pagine di esso mi appare un’inserzione relativa ad un progetto edilizio criticato dai residenti, ma autorizzato dal Comune. L’annuncio, del 15 aprile 2011, parla di un “Eco mostro di Via Innocenzo X”, ossia la realizzazione di un centro residenziale in un’area già occupata dal complesso istruttivo Scuola “Arcobaleno” che, pur essendo stato fondato nel 1979, è attivo a Via Innocenzo X dal 1994. Il progetto edilizio “Verde Pamphili” si propone di abbattere gli edifici preesistenti e di utilizzare l’area, incluso l’ampio giardino della scuola, in una piattaforma abitativa che comprende circa un centinaio di appartamenti, da ultimare entro la fine del 2012. La diatriba è pubblicata su internet da diversi siti, tra cui “parlamento.openpolis.it” che, nel descrivere dettagliatamente la cronologia dei fatti, spiega come il contratto di affitto in scadenza per la scuola, non è ben visto dal nuovo proprietario degli edifici, che preferisce la costruzione ex novo di appartamenti, andando contro le disposizioni dei Piani Regolatori di Roma e affidando i lavori alla suddetta ditta “Verde Pamphili”.

            La sconvolgente faccenda condizionò la mia ricerca sulle origini della Scuola Arcobaleno, per l’importanza che ebbe e che conserva a tutt’oggi, il metodo d’insegnamento definito steineriano o antroposofico.

            Esiste un sito ufficiale[1] della scuola, che ci informa sulla struttura e sull’ordinamento interno, e di essa si può sapere che è stata fondata per volontà di Bianca Maria Scabelloni (1923-1990) e di alcuni suoi amici[2]. La fondatrice, milanese di nascita, ha praticato negli anni ’50 un tirocinio presso la prima scuola antroposofica Waldorf[3], fondata a Milano nel 1946 da Irene Vigevani Cattaneo e Lavinia Mondolfo, di puro stampo steineriano[4]. E grazie a questi insegnamenti ha provveduto anch’ella alla divulgazione di questo metodo pedagogico-didatttico, finalizzato ad un esercizio coeducativo dell’uomo.

            Bianca Maria Scabelloni si trasferisce a Roma, in Via Barrili 12, sposandosi con Romolo Benvenuti, che, grazie a suo cognato Massimo Scaligero[5], pseudonimo di Antonio Massimo Scabelloni, giornalista e poeta esoterico, abbraccia l’antroposofia divenendo il Presidente del Gruppo Novalis, in Via Pindemonti, fino alla sua recente scomparsa[6].

            Bianca Maria Scabelloni fin da giovane, raccoglie i suoi appunti in vari Quaderni, tra cui “Il metodo dell’uomo” considerato ancora oggi un valido strumento di insegnamento[7]. Dopo il tirocinio, ella comprese l’importanza di mettere in pratica i precetti steineriani e fonda, attraverso varie difficoltà e contrarietà, nel 1979 il primo nucleo della “Scuola Arcobaleno” che accoglierà, in un decennio, circa trecento bambini nel percorso materna-elementare. La sede era non lontana dalla sua residenza, e quindi sempre nel quartiere di Monteverde, in Via Annibal Caro, 22, in un grazioso villino dei primi del Novecento, che oggi ospita la struttura alberghiera “Mon Cherì Apartament”.

 

            Un corpo insegnanti, guidato dalla stessa fondatrice, si alternava per una classe in due turni, mattina o pomeriggio, per svolgere sia le materie ministeriali sia tutte le altre attività intellettive, immaginative e motorie, durante le lezioni di laboratorio e artistiche. Gli individuali obiettivi degli insegnanti, degli alunni e della stessa fondatrice convergevano in un unico: conoscere approfonditamente le personalità dei singoli bambini per raggiungere l’obiettivo della crescita individuale, alla quale giovava la costante formazione degli stessi insegnanti, al fine di verificare e sviluppare il metodo stesso della pedagogia. La scuola stessa è sinonimo di organismo vivente, di spazio aperto o meglio, scuola-comunità, dove anche i genitori sono parte integrante ed interattiva al processo di crescita dei propri figli. 

            Nel 1990 Bianca Maria Scabelloni esala l’ultimo respiro, e la scuola decide comunque di proseguire e mandare avanti il suo progetto, fino al punto che è necessario trovare una sede più grande per ospitare classi degli anni successivi, cioè delle medie inferiori. Viene quindi localizzato l’attuale complesso in Via Innocenzo X, per ampiezza di strutture e di area verde, necessarie sia alla educazione scientifica sia a quella motoria. La nuova sede viene inaugurata nel 1994, e, come si evince dal documento pdf

[8] della scuola, si adegua alla Riforma ministeriale, divenendo una scuola paritaria nel 2003, gestita dalla Cooperativa Aircoiris arl, per il personale docente e non, compresi i volontari.

            Il Metodo Pedagogico introdotto da Bianca Maria Scabelloni come forma di crescita applicata all’individuo dall’età scolare, finalizzato a “formare l’individuo secondo una libera ed etica manifestazione del suo essere”, per poter diventare un cittadino del mondo, risponde innanzitutto alla richiesta di un’alternativa alla scuola prettamente statale e a quella di enti religiosi. Tale filosofia di vita concorda perfettamente con la stessa personalità della fondatrice. Infatti, Bianca Maria Scabelloni è stata ben descritta nel suo carattere e nelle sua azioni, da Anna Mancini[9], che la ritrae come una donna “silenziosa nel suo lavoro interiore, umile nel suo procedere […] è passata qui sulla terra lieve come una farfalla, ha lasciato un’orma indelebile. […]. Tale impronta non è certo esteriore, ma per chi ha saputo accoglierla e riconoscerla è tuttora presente e viva […], di autentico amore per il suo prossimo, dedizione e donazione incessante a chi le richiedeva aiuto, consiglio, conforto. Fedeltà, umiltà e donazione continua allo Spirito. La sua anima piena di luce risplendeva e riverberava su tutti. “

            E proprio per queste sue attitudini e caratteristiche personali, tutti coloro che l’hanno conosciuta la chiamavano affettuosamente “Mimma”.

            Questo articolo è dedicato dunque a questa donna che ha vissuto fino a due decenni fa qui a Monteverde, e probabilmente qualcuno l’avrà incrociata inconsapevolmente, nelle passeggiate domenicali a Villa Sciarra. Una donna che, per tutta la sua vita si è impegnata in un singolare progetto umano e culturale noto solo a pochi, ma di straordinario successo, se si pensa che è vivo da più di un trentennio. Delude dunque, il solo pensiero che l’arrogante speculazione edilizia voglia sbarazzarsi di questa immensa opera umana, ma per fortuna che, come dice il proverbio, “carta canta, villan dorme”, proprio oggi,  13 ottobre 2011  il sito di “kataweb” riporta la seguente notizia:”la Soprintendenza di Roma ha espresso parere di reiezione verso il progetto denominato “Verde Pamphili””.

 

Paolo Foglia

 



[2]  Tra di essi ricordiamo la signora Vanna Rizzi-Bianchi (sorella di Pinetta Marconi), discepola diretta della signora Steiner, Marie von Sivers. Vedi www.larchetipo.com

[3] La Pedagogia Waldorf  assume questo nome per l’iniziativa di un direttore della fabbrica di sigarette Waldorf, a Stoccasrda, per  prendersi cura, anche sotto il profilo pedagogico, dei figli dei lavoratori occupati nella fabbrica. Vedi Wikipedia.

[6] Vedi www.ecoantroposophia.it. La sua morte risale al 25 settembre 2010.

[8] Vedi pdf Arcobaleno 2007-2008, in internet

 

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