Monteverde in il quartiere a portata di mouse

Le vostre lettere

monteverde nella vita di Claudio Baglioni

           

MONTEVERDE NELLA VITA DI CLAUDIO BAGLIONI


            Il noto cantautore romano, Claudio Baglioni (Roma, 1951), non ha mai risieduto a Monteverde, ma ha vissuto il quartiere per circa tre anni, per frequentare la fidanzata Paola Massari (Roma, 1955). che è stata poi sua moglie, madre del suo unico figlio Giovanni, e dalla quale divorziò, dopo quattordici anni di vita insieme.

 

               Nel 1955 Paola Massari nasceva in Via Rebibbia, a un km dalla residenza pasoliniana e, compiuto il secondo anno di vita, la sua famiglia si trasferisce, a sua volta, nel quartiere di Monteverde Nuovo, negli stessi anni in cui anche Pasolini, si stabiliva nel mio quartiere. Non sono riuscito a trovare altre notizie sulla dimora monteverdina della famiglia Massari, ma si sa che almeno fino al 2009 vi abitava il figlio Giovanni[1]. In questa casa troneggiava un pianoforte a coda su cui si esercitava Paola[2], ma poi nella sua vita “entrò qualcuno che lo suonava meglio di lei e lo teneva sempre occupato”[3]. È un chiaro riferimento a Claudio Baglioni che, su quel pianoforte, eseguirà per lei, e per la prima volta, “Questo piccolo grande amore”, nel 1972[4].

            Claudio e Paola si erano conosciuti un anno prima, nell’aprile del 1971, durante una visita alla mostra dell’Elettronica al Palazzo dei Congressi all’Eur, dove Claudio vi si recò per scoprire la nuova tecnologia degli impianti di riproduzione del suono e delle luci, mentre Paola era una studentessa dell’Istituto Superiore di Cinematografia e Televisione, in sopraluogo alla mostra.

            E così Baglioni frequenta casa Massari, dove conosce anche le due sorelle di Paola. La sorella maggiore, Emma, che diventerà un’allevatrice di cavalli e che il cantautore cita nella propria canzone “Ad Agordo è così”, e la sorella minore Serena, che invece è presente nell’unico disco[5] di Paola Massari del 1993, nelle canzoni “Serena è mia”e “Stella anche tu”.

            L’anno dopo Claudio e Paola, che non era ancora maggiorenne secondo la legge di allora[6], si sposano trasferendosi definitivamente nel quartiere del Nuovo Salario e così si perdono le loro tracce nel mio quartiere.

         Quando il ventenne cantautore iniziò a corteggiare la ragazza, attraversando Roma tra Montesacro e Monteverde. al volante di una Citroen 2C, nota con il nome di Camilla[7], scoprì angoli storici del quartiere come Porta Portese[8], il Lungotevere[9], Villa Pamphili, il Gianicolo e tanti altri luoghi comuni di zona che, a mio avviso, oltre che essere parte della sua vita, sono stati rievocati nelle sue composizioni.

            Già nella canzone “Con tutto l’amore che posso”, il cui incipit recita proprio: “E lungo il Tevere che andava lento lento”, si intuisce che il corteggiamento tra Claudio e Paola ha avuto come sfondo il quartiere Trastevere con il fiume in primo piano. Inoltre, nella canzone “Ninna nanna” vi è l’ispirazione al poeta trasteverino Carlo Alberto Salustri, noto come Trilussa, di cui sono presenti nell’omonimo quartiere, sia la statua sia la dimora.

         Così, anche il mercato di “Porta Portese”, dell’omonima canzone, oltre ad essere un chiaro riferimento autobiografico, attesta la notorietà del bazar domenicale, che dagli anni ’70 a oggi, non ha mutato il suo aspetto. ‘

           Nel video “Gira che ti rigira amore bello”, invece, appare una scena, in mezzo al verde, in cui la cinepresa circonda Paola Massari, e si scorge, nel fondo, una costruzione bianca a cupola, che può benissimo essere quella di San Pietro, che da più parti di Villa Pamphili, è ben visibile.

           Villa Pamphili ricorre, forse, nella vita di Baglioni, se è vera la notizia che il matrimonio, celebrato il sabato 4 agosto 1973, si è svolto in una cappella privata di una villa della capitale[10]. Si sa che la cerimonia, festeggiata in gran segreto con la complicità degli amici, fu resa pubblica soltanto cinque anni più tardi. Mi piace quindi credere, per la circostanza di lei monterverdina, che il rito nuziale possa essersi svolto proprio nella Cappella dei Pamphili situata nell’omonima villa.

           Per ultimo, nella vita del cantautore romano potrebbe esserci anche il Gianicolo, poiché nella copertina interna dell’album “La vita è adesso”, uscito a giugno del 1985, compare una foto che occupa entrambe le facce del LP, e che ritrae un panoramico belvedere di Roma, molto simile a quello che appare dal Piazzale Garibaldi, al Gianicolo. Questa scelta, a mio avviso, può essere interpretata come un desiderio di voler concludere una fase della sua vita legata al quartiere monteverdino, dato che, proprio in quegli anni, era in corso la separazione da sua moglie.

           Ecco dunque che si conclude anche questo breve racconto sugli angoli monteverdini che, grazie soprattutto ad una circostanza autobiografica del noto cantautore romano, sono stati perpetuati nella storia attraverso le sue composizioni.



 

[1]Vedi l’intervista rilasciata da Giovanni Baglioni in  www.claudiobaglioni.net/giovanni/2009/04/page/2/  

[3] Corriere della sera del 27 maggio 1993 articolo di Luzzatto Fegiz Mario

[4] Vedi nota precedente

[5] il disco è intitolato “Il vento Matteo”.

[6] La legge che istituisce la maggiore età a 18 anni è dell’8 marzo 1975.

[7] L’auto targata Roma 527589, gialla verrà poi incendiata nel suo videoclip “Gira che ti rigira amore bello” in cui è presente anche Paola Massari.

[8] Vedi la canzone omonima

[9] vedi la canzoni “Con tutto l’amore che posso”

©2005 Monteverde IN Info e Pubblicità - Accessibilità|