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Un ristorante per i Cesaroni a Monteverde

                                                                          Capitolo 2
 
UN RITORANTE PER I CESARONI A MONTEVERDE
 

È risaputo che la celeberrima fiction televisiva della divertentissima famiglia Cesaroni è girata principalmente nello storico quartiere della Garbatella, anche se i fan della fiction hanno saputo individuare precisamente le vere location utilizzate per le riprese[1], fuori dal suddetto quartiere. In effetti, esiste un’ulteriore location[2], meno nota della fiction, e relativa ad un ristorante, situato qui a Monteverde e che porta il nome di “Mò Mò Republic”. Esso appare in alcune puntate della seconda stagione della fiction, mandata in onda nel 2008, in concomitanza con l’ingresso nel cast di un nuovo personaggio, il giovane Alex. Per aiutarvi ad inquadrare chi è Alex, basta ricordarsi di Eva, la cui storia con il fratellastro Marco aveva preso una brutta piega, per cui lei si sentiva tradita e abbandonata. Non mi ricordo in quale contesto, ma ad un certo punto Eva incontra Alex, con il quale inizia una storia che si svilupperà nella serie successiva. L’attore chiamato a interpretare il nuovo protagonista, è Fabio Ghidoni, un volto nuovo nell’orizzonte televisivo, ma che cinefili più esperti ricordano per esempio in alcuni film come “A casa nostra” di Francesca Comencini, (2006) o in “Soundtrack” di Francesca Marra (2008). Nella fiction dei “Cesaroni”, il trentenne attore piemontese veste i panni di uno chef che lavora presso il ristorante “The Bostonian”, descritto dal copione fra le strade della città di Milano, ma in realtà, esistente davvero nel mio quartiere di Roma, a Monteverde Nuovo, e precisamente di fronte all’ingresso dell’Azienda Ospedaliera Carlo Forlanini, nell’omonima piazza.

Il palazzo che ospita il ristorante è un villino degli anni ‘30 di tre piani, in stile liberty, più noto come Villa Ramazzini, comprendente diversi edifici, tutti inclusi all’interno di una sola proprietà, delimitata dalle grandi mura perimetrali, e suddivisa tra i diversi proprietari. L’ingresso principale del ristorante è l’unico monumentale presente in Piazza Carlo Forlanini, proprio di fronte agli attuali “giardinetti” o parco giochi per i bambini, ed ha un secondo cancello sulla vicina Via Bernardino Ramazzini, il quale riporta, in realtà, un’altra intestazione; infatti, il “Mò Mò Republic” e la società “Villa Ramazzini srl”, risultano essere la medesima società di ristorazione[3], poiché il recapito telefonico è il medesimo per entrambi.

Di questo villino, si sa poco ad eccezione del fatto che negli anni ’70 il ragioniere Antonio Galli fondò e diresse, per circa un trentennio, un grosso e importante Club dell’Antiquariato Internazionale srl, proprio all’interno di questa villa, fino alla chiusura avvenuta nei primi anni del nuovo millennio[4]. Sembra anche che qualche pezzo d’antiquariato sia rimasto dentro la villa, al momento in cui il ristorante iniziò la sua attività[5].

In effetti, il locale è stato arredato nel rispetto dello stile liberty, conservando all’interno gli elementi originali come i pavimenti, i caminetti parietali, legni, marmi e finestre che percorrono tutta la villa; ed anche il mobilio dell’epoca si adatta molto al design contemporaneo, denominato “minimal”, e valorizzato da un sapiente gioco di luci ed ombre, per offrire un’atmosfera molto familiare, calorosa e avvolgente, Anche il menù che offe il declamato chef Sergio Murroni è ricercato nella sua semplicità e nella sua varietà di pietanze, tanto da essere apprezzato dai critici per la sua fantasia e curiosità, sempre stuzzichevole.

La sera il locale si illumina tutto: dalla lieve salita che porta alla padronale scala marmorea, fiancheggiata dal verde e da una pedana in legno in cui accogliere i clienti, fumatori e non, o coloro in attesa di un tavolo; al roof garden dell’attico, che, con il grande gazebo al terzo piano, ricopre la vasta metratura del palazzo.

Anche i due torrioni laterali che abbelliscono la facciata arricchita dall’unico poggiolo della struttura, un po’ rientrante, rispetto alla linea di costruzione, sono illuminati; a giorno, come l’ampio spazio retrostante per l’accompagnamento musicale, o sala da ballo, che attira con la musica e le luci colorate la clientela, di tutte le età.

Il “Mò Mò Republic” ha iniziato la sua attività da qualche anno, creando una nuova immagine del quartiere, il quale aveva assunto ormai un aspetto strettamente residenziale e privo di attrazioni o di strutture di svago e di divertimento per la “movida”.

Il proprietario del locale è Alberto Salerno[6], più noto, forse, come marito di Mara Maionchi[7], che non come paroliere e produttore discografico degli anni ’70. Figlio del più noto paroliere Nisa (Nicola Salerno), Alberto fonda insieme alla moglie, la casa discografica NiSa da cui usciranno Renzo Arbore, Mango, Gianna Nannini e Tiziano Ferro. L’etichetta discografica cambierà nome dopo vent’anni, adottando il titolo della canzone “Non ho l’età”, scritta dal padre e cantata da Gigliola Cinguetti, vincitrice del Festival di Sanremo del 1964.

Gestore del locale è stato Sergio Distefano, scomparso l’anno scorso, ma noto nel mondo cinematografico per essere stato un doppiatore, e per aver prestato, ultimamente, la propria voce alla serie televisiva del Dr House, doppiando lo stesso attore protagonista, Hugh Laurie.

Insomma, dopo tutto questo che ho detto del locale, è facile, quindi, intuire lo stretto rapporto che esiste tra il ristorante e il mondo cinematografico. Se il locale ha aperto le sue porte ad alcuni set, lo si deve proprio alle “amicizie” tra le persone di rilievo del Mò Mò Republic e l’ambiente cinematografico. Il locale infatti è noto ai cinefili, perché è stato più volte scelto come location per diversi pellicole dei giorni d’oggi, realizzate dalla stessa società produttrice della Rai, la Publispei. Per esempio, i giardini del locale compaiono in alcune riprese della fiction “Le segretarie del settimo piano”, mentre gli interni si riconoscono nella fiction “Tutti pazzi per amore”, ed infine il pian terreno, la cucina e l’esterno del locale. sono visibili nelle riprese che hanno interessato, appunto, parte della seconda stagione dei Cesaroni.

Ecco dunque che anche il mio quartiere è entrato a far parte della fiction dei Cesaroni, facendo conoscere meglio, angoli meno noti di Monteverde, senza nulla togliere al già noto regista “monteverdino”, Nanni Moretti, che, da sempre, predilige il suo quartiere negli scenari dei suoi film.

 


[1] Vedi my movies , la Roma dei Cesaroni

[2] Per es dalla Homepage dei Cesaroni, su Facebook., creato da Federico Benvegnù.

[3] A ben guardare dall’elenco degli abbonati di Roma, i numeri di telefono di entrambe le società sono uguali. 

[4] Vedi www.e-antiqua.it

[5] Vedi il sito www.ro.ma.it

[6] Vedi wikipedia.

[7] Mara Maionchi è da anni una presenza fissa nella giuria per la trasmissione della De Filippi su Canale 5, il talent-show “Amici”

 

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